La Vernasca Silver Flag è una vera iniezione di entusiasmo e di passione
L’atmosfera di divertimento, il rapporto molto sentito con il territorio e le auto di grande importanza storica innescano un’alchimia irresistibile
Se qualcuno ancora non la conoscesse, deve sapere che la Vernasca Silver Flag è in assoluto l’appuntamento annuale più entusiasmante fra gli eventi di auto storiche italiani. Si va, si sale, si sculetta (volendo), si affrontano diverse chicane, altrettanti bellissimi tornanti, e si arriva in vetta. Poi, tutti su nella piazza principale di Vernasca, sotto al torrione panoramico dove domenica si pranza prima delle premiazioni e dei saluti. Si inizia il sabato mattina con la prima salita a Vernasca, dopo l’arrivo dei partecipanti, le verifiche e l’allestimento dei paddock il venerdì pomeriggio a Castell’Arquato, accanto allo start. Il gioco va poi avanti nel pomeriggio con la seconda salita e di nuovo l’ultimo giorno, la domenica. Nella sua semplicità, la Vernasca è un evento strepitoso, di passione genuina. E il riscontro è fenomenale.
Davvero irrinunciabile. Ogni anno è necessario operare una selezione fra le richieste di iscrizione, che sono sempre superiori ai posti diponibili. Per questa 25sima edizione, in particolare, si è dovuto scegliere più del solito data la riduzione del parterre da 220 a 170 auto a causa delle normative contro il covid. Per lo stesso motivo la manifestazione si è fatta attendere fino al weekend del 10-12 settembre, con un guadagno, tuttavia, dal punto di vista della temperatura, che è stata piuttosto mite e gradevole.
Coesione vincente. Dal prossimo anno è assai probabile che la Vernasca riprenda il suo consueto giro, che torni cioè il terzo weekend di giugno come da tradizione. Intanto anche stavolta il Cpae-Club Piacentino Auto Moto d’Epoca si è rivelato una squadra formidabile e ha saputo mettere in piedi quel carico di cultura corsistica, di spettacolo e di umanità ineguagliabile che è la Vernasca Silver Flag. Per rendersi conto del livello di emozioni che è in grado di suscitare basti pensare che i “marshal” sono tutti volontari, gente che è felice di offrire il proprio impegno perché tutto vada alla perfezione. Per non parlare dei driver, appassionati che alla Vernasca arrivano da ogni parte del mondo e creano una meravigliosa atmosfera di complicità, di divertimento e amicizia.
L’inizio del mito Ferrari. In questa edizione, sempre per cause di forza maggiore, gli stranieri erano per lo più europei o provenienti dalla vicina Svizzera. Ma ci sono stati anche aficionados arrivati dall’Inghilterra determinati a non perdere il loro amato evento italiano. Specie dopo il digiuno del 2020 per via dei lockdown. Le auto? Tutti pezzi da novanta. Cominciamo dalla 815 Auto Avio Costruzioni, famosissima e unica superstite di due esemplari costruiti. Ebbene sì, in via eccezionale questa meraviglia inestimabile ha partecipato quest’anno alla “hill climb” più celebre d’Italia. L’auto, della collezione Righini, è la prima Ferrari costruita, marcata così perché nel 1940, quando è stata costruita, Enzo Ferrari era ancora sotto contratto all’Alfa Romeo e non poteva firmarsi direttamente. Sempre per rimanere in ambito Maranello, si sono viste alcune delle Ferrari più pregiate e più affascinanti di tutti i tempi, come la 212/225 Berlinetta Le Mans del 1951.
Belve da pista e da rally. Diverse anche le Barchette del Cavallino, tutte da urlo. Fra loro anche una 250 Monza del 1954. Spostandoci invece verso il Tridente, una Maserati Tipo 52 S200 e una A6GCS Berlinetta Pininfarina bicolore “tetto basso” del 1954 hanno infranto parecchi cuori. Un paio di Lola, una Cisitalia D46/48, varie Lotus Eleven, diverse anteguerra… Alla Vernasca Silver Flag la passione per le racer attraversa tutte le ere, dai circuiti ai rally. Ma l’elenco sarebbe lungo, per avere un’idea delle partecipanti basta dare un’occhiata alle foto del servizio. Quanto alle regine della velocità off-roads, tra le quali quest’anno la Fiat 124 Sport Spider 1600 della Collezione Macaluso, si sono visti oltre venti esemplari, comprese due Renault Alpine 1600 S e una Lancia Delta S4. Mentre il Museo Nicolis era presente con la sua splendida Zanussi 1100 Sport del 1949 e l’Alfa Blu Team con una 1900 C Sprint. Già, perché questa era l’edizione dedicata alle raccolte museali del settore, che sono state il tema della due giorni.
Passione motoristica allo stato puro. Ed eccoci ai vip, che alla rievocazione della Castell’Arquato-Lugagnano-Vernasca non mancano mai. C’erano Arturo Merzario, che ha guidato la Lancia Stratos della Collezione Bertone di proprietà dell’Asi-Automotoclub Storico Italiano, il pilota di Formula 1 Erik Comas a bordo di una Lancia Rally 037, l’ingegnere tedesco ed ex pilota Jürgen Barth in una Jaguar XK 120 OTS e Annelise Abarth. E poi c’era il territorio: la bellezza di questo angolo di Appennino e la sua accoglienza. Se fosse fatta altrove, la manifestazione non verrebbe così bene. La Vernasca ha tanto successo proprio perché è qui, frizzante come un bicchiere di Malvasia, che da queste parti è il vitigno più comune. Non solo: l’organizzazione è al top ma di ammiccamenti al marketing non v’è traccia, così come non si vede la minima malizia commerciale. La Vernasca è autentica, spontanea. Unica.
I premi assegnati. Nonostante sia strutturata come una cronoscalata, la Vernasca Silver Flag è un concorso d’eleganza dinamico e molti sono i riconoscimenti che vengono consegnati. Quest’anno sono stati innanzitutto premiati Fausto Bardelli per non aver perso neanche un anno dell’evento – stavolta era su una Lancia Appia GTE Zagato – e Silvia Nicolis dell’omonimo museo di Villafranca di Verona per aver partecipato. Ecco la lista degli altri premi:
Premio vettura Asi meglio restaurata
Mercedes 300SL Gullwing del 1955 – Massimo Sordi
Miglior Stato di conservazione
Alfa Romeo Giulietta SZ del 1962 – Bahr Biner
Categoria Turismo
Fiat Abarth 750 del 1956 – Patrizio Cantù
Premio Paolo Silva per la vettura più significativa legata alla Castell’Arquato-Vernasca
Porsche 910 del 967, mai restaurata – Bern Becker
Trofeo migliore Abarth
Abarth 1000 SE018 Cuneo (1969) – Angelo Miniggio
Trofeo Giuseppe Merosi per migliore Alfa Romeo
Alfa 33 8 cilindri Spider – Alessandro Carrara
Miglior GT
Siata SS Daina, ha partecipato alla Mille Miglia del 1952 – Paolo Bordi
Categoria Sport
Veritas RS Prototipo del 1949 – Aldo Gadioli
Sport Prototipo
Genie Huffacker MK10 del 1965 – Giorgio Marchi
Trofeo Rallyssima
Lancia 037 Safari del 1984 – Carlo Digrandi
Categoria Monoposto a motore anteriore
Marino Lancia Barchetta Formula 1 (1954) – Aldo Baroli
Categoria Monoposto a motore posteriore
Cooper P85 del 1967 – Nicola Bodini
Trofeo Vettura Anteguerra
Alfa Romeo 6C 1750 Super Sport del 1929 – Martin Kapp
Trofeo Vettura Più Rappresentativa
Ferrari 212/225 Berlinetta Le Mans del 1951 – Paolo Casella
Trofeo per la Soluzione tecnica più raffinata
Lotus Elite (1961) – Luigi Strata
Trofeo Circuito Piacenza per la Miglior Ferrari
Ferrari 340MM Scaglietti del 1953 – Roberto Crippa
Trofeo Migliore Maserati
Maserati Tipo 52 S200 – Nicola Sculco
Premio Swixtil Miglior Connubio Driver/Vettura
Lancia Stratos – Collezione Asi
Trofei speciali:
Vettura Post più rappresentativa
Porsche 906 del 1966 – Jean Cyrille Rocher
Riconoscimenti per la partecipazione:
Club Italia, Fondazione Macaluso, Alfa Blu Team
Trofeo per la partecipazione, Ferrari più rappresentativa
Ferrari 857S del 1955 – Massimo Comelli
Premio Swixtil
Marino Lancia Barchetta Formula 1 (1954) – Aldo Baroli
Riconoscimenti ai tre centauri che hanno animato la manifestazione:
Arturo Merzario, Erik Comas, Jürgen Barth
Premio Fiva
Lancia Stratos GR5 (1975) – Michael Lipps
Best of Show Vetture Anteguerra
Chrisler 75 del 1929 – Massimiliano Bettati
Best of Show
815 Auto Avio Costruzioni 1940 – Collezione Righini
Trofeo per il Gruppo più numeroso
Gruppo Mathis
Premio Registro Fiat per Vettura Fiat più rappresentativa
Fiat Uno Turbo Gruppo A 1985-86 – Daniele Turrisi
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Bellissima, grazie Laura 👋👊🏁