A Bergamo tornano a rombare le motociclette Rumi

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Una rassegna rende omaggio all’industriale delle moto bergamasche, dedito anche alle arti figurative

 

Dopo il materiale destinato all’industria bellica durante la Seconda Guerra Mondiale, le Officine Fonderie Rumi di Bergamo scelgono di tornare a una produzione civile non più con i macchinari tessili di prima del conflitto ma costruendo motociclette. Nasce così una 125 a due cilindri orizzontali affiancati che ancora oggi con il suo sound si fa riconoscere fra mille. La progettazione è affidata all’ingegner Salmaggi, che aveva già lavorato per la Gilera. Con motore a due tempi e cambio a tre velocità, il modello ha una struttura a doppi tubi anteriori e posteriori sulla quale è appeso il blocco motore-cambio e ha ammortizzatori telescopici verticali posteriori. Subito dopo il lancio, nel 1949, le viene affiancata una versione sport con la stessa cilindrata ma con quattro marce e una velocità massima maggiore, di 100 km/h. Un numero destinato ad alzarsi già nel 1951, fino a 110 all’ora e poco dopo a 130 km all’ora con la variante Competizione. Nelle gare le moto Rumi conquistano buoni piazzamenti, nel 1954 ben quattro di loro vincono quattro medaglie d’oro in Inghilterra, alla Sei giorni internazionale.

 

 

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Nel segno di Donnino. Non è che l’inizio di una lunga scia di successi costellata da tanti altri modelli, dallo scooter Scoiattolo a una moto da gran premio con motore da 250cc, dal Formichino al Junior e al Gentleman e a diversi altri. Alcune Rumi vengono anche prodotte all’estero su licenza. Ma tornando alle origini, proprio una versione del 125 con bicarburatore, datata 1955, è in mostra ora alla Galleria Kefri di Bergamo (in via Sant’Orsola 19 F, dalle 9,30 alle 12,00 e dalle 15,00 alle 19,00) nella rassegna Donnino Rumi, in omaggio al grande personaggio bergamasco (1906-1980) che è stato patron dell’omonima azienda e apprezzato pittore al tempo stesso. Oltre a un altro esemplare emblematico della produzione motoristica, che lui stesso aveva voluto – una 125 Turismo del 1954 –, l’esposizione presenta le sue dame e i suoi autoritratti pieni di colori che ricordano lo stile della Belle Époque e i quadri di Toulouse Lautrec. Per visitarla c’è tempo fino alla fine di gennaio, dato che la chiusura era fissata per il 15 dicembre ma il successo riscontrato finora ha convinto gli organizzatori a prorogare la durata. Per ulteriori informazioni: Tel. 035220273, www.kefri.com

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Un autoritratto di Donnino Rumi
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