Circuiti di Perugia e del Trasimeno, stupende rarità su due ruote

Una cinquantina di moto d’epoca, una più significativa dell’altra a livello storico, si sono date appuntamento questo weekend in Umbria per onorare una tradizione del Club Auto e Moto d’Epoca Perugino: i Circuiti di Perugia e del Trasimeno. Nato una decina d’anni fa dalla fusione del Circuito del Trasimeno – un giro del lago del 1909 – e il Circuito di Perugia, che risale agli anni Venti, l’evento è riservato alle motociclette costruite entro il 1975, omologate Asi. Gli appassionati sono arrivati da tutto il Centro Italia con le loro splendide moto a ricomporre la storia delle due ruote in uno strepitoso museo viaggiante che si è mosso, nelle due giornate di sabato e domenica, tra il piccolo centro umbro di Mugnano, conosciuto per i suoi murales, l’autodromo di Magione, dove i motociclisti si sono scatenati in tre giri in barba a medie e cronometri, e una visita al polo museale universitario Cams di Casalina. Come base è stata scelta la concessionaria Ducati di Ellera di Corciano, che ha allestito per l’occasione una rassegna di importanti motociclette del passato.

 

L’esemplare più longevo presente alla doppia rievocazione è stata una Guzzi GT “Norge” del 1928, oltretutto conservata da cima a fondo. Il proprietario, di Rimini, l’ha trovata a Spoleto. “Aveva solo la targa, in seguito sono riuscito a trovare il libretto originale”, ha raccontato. Era stata dimenticata come diverse altre partecipanti: veicoli che a un certo punto della loro vita si sono visti messi da parte e lasciati cadere nell’oblio o magari venduti per pochi spicci perché giudicati obsoleti. È anche il caso della Moto Guzzi Sport 14 del 1929 (500cc), trovata in una cantina di Robecco sul Naviglio, a una trentina di km a ovest di Milano: prima del suo attuale proprietario, di Cesenatico e guzzista da sempre, ne aveva avuti altri due ma poi è stata a riposo per troppo tempo e la ruggine se ne era impossessata. Perciò è stata oggetto di un restauro completo.

 

Altro splendido conservato, una Moto Guzzi Sport 15 del 1932, oltre all’irresistibile Lambretta 150 D del 1956 e il suo sidecar con struttura portante nella lega di alluminio Durapid. “Ci sono salito la prima volta da bambino”, ha ricordato il proprietario, di Assisi. “Era di mio nonno, senza una gamba. Faceva il calzolaio e portava me come passeggero con il compito di consegnare dal sidecar le scarpe sistemate ai clienti e di ritirare il lavoro da fare”. Tra le rarità, una splendida Aquila Invicta Super Sport (175cc, ciclistica realizzata a Torino e motore inglese a 4 valvole radiali in testa) portata da Luciana Veddovi, appassionata di Fossombrone insieme al marito, che era in sella a una Rudge 500 del 1936. Ha avuto la sua prima motocicletta, una Bianchi del 1940, come regalo di battesimo quando è nato il figlio, oggi 36enne. “Ma le moto d’epoca mi piacciono sin da ragazzina”, ha precisato.

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Luciana non era l’unica centaura della manifestazione, cui ha preso parte anche Patrizia Baldoni, perugina, con una Matchless, la stessa moto con cui ha iniziato 25 anni fa assieme al compagno. Anche lui ha guidato una inglese, che è poi una Ariel, altra rarità di tutto rispetto. Oltre al pregio di certi pezzi da novanta, tra i quali va citata anche una Harley Davidson WLA della Seconda Guerra Mondiale, a rendere l’occasione indimenticabile ha contribuito la goliardia, lo spirito di amicizia e di passione che si percepiva tra gli equipaggi. Tutti amanti delle due ruote d’epoca che facilmente anche d’inverno, quando non vi sono raduni in agenda, si organizzano per godere delle proprie beniamine all’insegna del più scoppiettante dei divertimenti.

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