Consegnata la prima Bizzarrini GT 5300 Corsa Revival

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In Inghilterra è stata appena ultimata una continuation del formidabile modello cult che Giotto Bizzarrini ha prodotto in proprio nel 1965

 

Alla fine, qualcuno ci è riuscito. In molti, con intenzioni più o meno serie, hanno provato nell’ultimo decennio a produrre di nuovo i capolavori progettati da Giotto Bizzarrini, l’ingegnere livornese che negli anni Sessanta ha rivoluzionato l’aerodinamica delle auto da corsa. Nessuno è andato oltre la soglia del prototipo, però. Mentre ora un primo acquirente ha già in mano le chiavi di una Bizzarrini GT 5300 Corsa. È una vettura realizzata a Londra, nella sede di 1.500 mq messa a punto appositamente da The Pegasus Group, che ha rilanciato il marchio Bizzarrini Livorno nel 2020. La Bizzarrini degli anni 2000 intende costruire vetture anche di nuova concezione e opera inoltre a Ginevra, ad Abu Dhabi, a Dubai e nel Kuwait, dove è di base l’Alroumi Group Holdings dello stesso proprietario, Rezam Mohammed Al Roumi. Dal 2007 il finanziere e uomo d’affari cui fanno capo aziende e gruppi d’investimento in Europa, nel Medio Oriente e in Nord Africa, detiene anche le quote di maggioranza di Aston Martin Lagonda, il cui CEO, Ulrich Bez, è presidente di Bizzarrini.

 

 

L’esemplare appena messo su strada è il primo di una serie di 24 che l’azienda prevede di portare a termine entro il 2023. Ma come è stato ricostruito, con che grado di fedeltà agli originali? In un comunicato, dal marchio fanno sapere che hanno utilizzato disegni originali del nostro Giotto nazionale e che si sono rivolti il più possibile a fornitori coerenti con l’epoca. Le modifiche rispetto alla Bizzarrini GT 5300 Corsa firmata dall’ingegnere sono essenzialmente legate agli obblighi di sicurezza. Ad esempio, la capacità dei serbatoi, maggiormente protetti in caso di incidente, è stata ridotta, anche se solo marginalmente in modo da rimanere adatti per competizioni su diversi turni. Impiegando scansioni tridimensionali e le più avanzate tecnologie del settore, il team dedicato al progetto delle continuation ha anche avuto modo di interpellare i restauratori dello chassis 0222 che ha vinto la sua classe alla 24 Ore di Le Mans nel 1965. Dopo aver filato alla media di 169 km/h nel circuito di La Sarthe con Regis Fraissinet e Jean de Mortemart, la vettura fu tra l’altro riportata in Italia da Giotto Bizzarrini in persona. In omaggio a questa leggendaria vettura, la livrea della GT chassis 000 è in Bizzarrini Rosso Corsa con il numero di gara scritto in nero su tondi bianchi, posti sul frontale e sulle fiancate.

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Il V8 da 5300cc di origine GM delle 5300 GT Corsa Revival è abbinato a due carburatori Weber 45 a doppio corpo orizzontale che, con gli oltre 400 CV di potenza catapulta l’auto entro i moderni standard delle supercar. La carrozzeria lightweight è in vetroresina come negli anni Sessanta ma può essere realizzata in fibra di carbonio su richiesta. È un singolo pezzo su telaio d’acciaio per un peso complessivo di 1230 kg. All’interno, i due sedili sono protetti da un roll-bar a sei punti più completo e da una cella di sicurezza conforme ai regolamenti FIA storici. Le sospensioni posteriori sono indipendenti secondo le specifiche dell’auto firmata dall’ingegnere e i freni sono a disco. Per vedere da vicino un esemplare delle Revival che nel frattempo sono state costruite, anche se non ancora consegnate, l’appuntamento è dal 2 al 4 settembre a Concours of Elegance, il super blasonato concorso d’eleganza british che si svolge ogni anno nei giardini di Hampton Court.

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