Dieci anni fa l’addio a Sergio Pininfarina

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Una conferenza con ospiti illustri del mondo dell’automobile ha ricordato l’11 ottobre a Torino la figura dell’imprenditore celebrandone la memoria a dieci anni dalla scomparsa

Imprenditore e designer, Cavaliere del Lavoro e presidente di Confindustria dal 1988 al 1992, il Senatore a vita Sergio Pininfarina ha guidato per decenni con mano sicura l’azienda creata dal padre Battista Pinin Farina portandola nel mondo, nel solco di una tradizione di eleganza e stile costantemente rinnovata con i più alti standard di bellezza e innovazione tecnologica.

Per celebrare la sua figura, il figlio Paolo, attuale presidente del Gruppo Pininfarina, ha organizzato l’11 ottobre al Centro Congressi Unione Industriali di Torino una tavola rotonda con l’intento di ricordare tutti i mondi di un uomo che, nel corso di una vita lunga e piena, è diventato un simbolo del design e della storia industriale italiana: l’azienda in primis e le scelte visionarie, che ne hanno allargato gli orizzonti geografici e settoriali; il mondo associativo e le prestigiose cariche ricoperte; l’impegno politico e l’afflato europeista; la fama e i riconoscimenti a livello internazionale

 

Alla tavola rotonda, moderata da Marcello Sorgi, Giorgio Marsiaj ha ricordato il ruolo di Sergio Pininfarina nel mondo imprenditoriale e alla Presidenza di Confindustria, Luca di Montezemolo il rapporto ultra decennale sul fronte industriale con Ferrari e Maserati e l’impegno in Confindustria e nell’Alta Velocità. Mentre Beppe Facchetti si è soffermato sul rapporto tra Sergio Pininfarina e la politica, da quando ne era totalmente estraneo a quando diventa parlamentare europeo e poi Senatore a vita, forte della grande esperienza associativa. Infine, Gianni Letta ha raccontato il lungo rapporto di amicizia e i momenti di incontro professionali e umani.

 

Ingegnere meccanico, Sergio Pininfarina prende le redini dell’azienda nel 1960 prima come direttore generale, poi come amministratore delegato, trasformandola da struttura artigianale a una realtà industriale grazie alla stretta collaborazione con le case automobilistiche. Con Sergio Pininfarina l’azienda si internazionalizza, si espande verso attività anche di tipo tecnico, fa dell’innovazione la propria missione, rende il design un lusso più accessibile, amplia la propria sfera creativa oltre l’automobile. Nella sua lunga carriera, Sergio Pininfarina firma alcune tra le più belle e importanti automobili della storia per marchi come Ferrari, Lancia, Alfa Romeo, Maserati, Peugeot. Nel 2006 diventa presidente onorario e lascia di fatto la guida dell’azienda nelle mani dei figli Andrea (scomparso nel 2008 in un incidente stradale) e Paolo.

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Oltre ad essere un capitano d’industria, dalla fine degli anni Settanta si impegna fortemente anche sul fronte associativo, in una fase molto delicata per il Paese, segnato dal terrorismo. Nel 1978 assume la presidenza dell’Unione Industriale di Torino e l’anno dopo, convinto che la sorte dell’Italia fosse anche legata al risanamento dei conti pubblici, sbarca a Strasburgo eletto al Parlamento europeo.

Proprio questo suo impegno nell’associazionismo imprenditoriale e a favore degli ideali europeisti lo porta nel 1988 alla presidenza di Confindustria, altro mandato che esercita con l’impegno, il rigore e la determinazione che il mondo intero ancora oggi gli riconosce. Nel 2005 il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi lo nomina Senatore a vita “per aver illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale”. Nel 2007 il suo nome viene inserito nell’Automotive Hall of Fame di Dearborn, Michigan, prestigioso riconoscimento attribuito a chi ha lasciato il segno nel settore automobilistico. Negli anni a Sergio Pininfarina vengono conferite quattro lauree honoris causa.

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