Eletta l’auto più bella del pianeta

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È una Ferrari Berlinetta degli anni Cinquanta la miss mondo a quattro ruote che ha trionfato il 14 agosto tra sette finaliste eccellenti

 

L’auto più bella del mondo è ancora una volta italiana. Dopo la Ferrari 335 S Spyder Scaglietti vincitrice per il 2019 e la Ferrari 750 Monza che si è aggiudicata il titolo mondiale 2020 l’anno scorso, la vettura scelta nella short-list del The Peninsula Classics 2021 Best of the Best Award è la Ferrari 250 GT Berlinetta Competizione Pininfarina del 1956 che ha trionfato al Concorso d’Eleganza Villa d’Este nel 2021. Il Best of the Best, creato nel 2015 dal presidente del The Hongkong and Shanghai Hotels, Sir Michael Kadoorie, determina ogni anno il meglio del meglio in fatto di automobili d’epoca tra una ristrettissima rosa di candidate provenienti dai primi posti nei maggiori concorsi d’eleganza internazionali dell’anno precedente.

 

 

Per il 2021 erano in finale anche una Ferrari 250 GT Berlinetta Tour de France, una Lancia Stratos HF Stradale del 1974, una Hispano Suiza H6B Cabriolet, una Avions Voisin Type C27 Aerosport Coupe del 1934 e tre versioni di Mercedes 540K. Tutti esemplari eccezionali che sono stati presi in esame da una giuria di 25 esperti tra i quali il batterista dei Pink Floyd Nick Mason, lo stilista di moda Ralph Lauren – tra i più importanti collezionisti di auto storiche in assoluto – l’ex direttore del design della Rolls-Royce Ian Cameron e il presentatore Tv Jay Leno, solo per citarne alcuni. Anche il luogo dove si è svolta la cerimonia di premiazione, il 14 agosto, è esclusivo ai massimi livelli: stiamo parlando del Quail Lodge & Golf Club di Carmel, in California. Un ritrovo per “petrolheads”, come gli americani chiamano gli appassionati di motori, d’estrema élite.

 

Ph.: Remi Dargegen
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Tornata come in origine. Di Ferrari 250 GT Berlinetta Competizione Pininfarina ne sono state costruite nove. L’esemplare del 1956 ora “campione del mondo” ha un vasto passato sportivo che spazia da partecipazioni alla Mille Miglia di velocità al Tour de France del 1959 passando per le maggiori cronoscalate degli anni Cinquanta. Durante la carriera agonistica, alcune modifiche stilistiche le sono state apportate dalla Carrozzeria Scaglietti, che le ha abbassato il frontale, rimpicciolito la griglia e aggiunto un spoiler posteriore. Anni dopo si è scoperto che questa 250 GT monta il primo prototipo del V12 Ferrari 12B e proprio questa rarità, unita al suo pedigree sportivo, le ha consentito di sbaragliare le illustri rivali. Oltre all’immensa bellezza e all’impeccabile armonia di linee, of course.

 

Ph.: Remi Dargegen
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Massimo riconoscimento mondiale. Dopo i primi successi sportivi, la Berlinetta è stata acquisita nel 1968 da un collezionista danese, Claus Ahlefeld, che l’ha tenuta per 32 anni, durante i quali l’auto è stata a lungo esposta all’Egeskov Veteran Car Museum, che espone sia veicoli terrestri sia velivoli storici. Nel 2000 è stata riportata al suo aspetto originario da Sam e Emily Mann, i nuovi proprietari della vettura, che ne hanno ripristinato le caratteristiche, tra le quali il colore silver-grey della carrozzeria e i sedili blu, attraverso un profondo restauro. Sei anni dopo, e a mezzo secolo di distanza da quando è stata realizzata, la 250 GT ha conquistato un importante riconoscimento al Cavallino Classic, il principale contest per Ferrari d’epoca al mondo. Il suo attuale proprietario l’ha acquistata nel 2016 e per prima cosa l’ha spedita in Italia, da Bacchelli & Villa, per qualche ulteriore ritocco, e poi a Maranello, per la certificazione di Ferrari Classiche. Dopodiché è arrivato il Best of Show of Villa d’Este e ora il Best of the Best del Peninsula. What else? È proprio il caso di chiederselo, più avanti di così è impossibile andare.

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Ph.: Remi Dargegen
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