Il Circuito Tre Venezie accolto dall’Historic Club Schio

Sotto un cielo a tratti piovoso, la carovana degli equipaggi del Circuito Tre Venezie è passata da Schio (Vicenza) sabato 28 maggio intorno alle 14,40. Quarantacinque autovetture d’epoca costruite entro il 1975 hanno sfilato sotto al gonfiabile dellHistoric Club Schio in piazza Alessandro Rossi, davanti il Duomo, dove il Club ha organizzato un saluto ai partecipanti.

Il Club ha aggiunto ulteriore benzina all’entusiasmo che ha accompagnato la manifestazione, una turistica con prove organizzata da una ventina di sodalizi di auto storiche federati Asi-Automotoclub Storico Italiano fra i quali, ovviamente, l’Historic. E, soprattutto, il Club ha aggiunto un’ulteriore dose di passione con l’impegno fattivo dei consiglieri e dei soci, nel dare lustro alla città di Schio.

L’attraversamento dell’arco ha visto la presentazione delle autovetture e qualche simpatica battuta con gli equipaggi oltre all’occasione, per i soci dell’Historic Club Schio, di esporre le proprie vetture nel parcheggio in via Capitano Sella assistendo alla sfilata e sostenendo i portacolori del proprio sodalizio. Appassionati e soci del Club, hanno assistito al passaggio delle vetture non solo a Schio ma anche presso due punti di ritrovo fuori dalla città: a Sant’Urbano di Montecchio e a Pozzolo nei Colli Berici.

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Come segno di benvenuto, è stato consegnato ai partecipanti un cestino di ciliegie in collaborazione con l’Associazione Progetto Valentina, che dà sostegno all’istruzione nei Paesi poveri. Così, supportando un’attività benefica, l’occasione ha anche permesso di donare un tipico frutto caratteristico dell’area vicentina. In rappresentanza del Comune di Schio era presente l’assessore Aldo Munarini che ha ricevuto una targa ricordo dagli organizzatori e dal vicepresidente Asi, Antonio Verzera, accompagnato dai consiglieri Riccardo Zavatti e Ugo Gambardella.

Il colpo d’occhio delle vetture che hanno attraversato le vie di Schio, con carrozzerie tirate a lucido, è stato una meraviglia. Mentre i sound dei motori rochi, baritonali, a volte anche acuti, hanno concertato una musica di altri tempi, con melodie che permettevano di distinguere una marca o un modello da tutti gli altri. Non proprio come succede con le auto moderne, insomma.

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