In Veneto tra i pionieri delle prime gare automobilistiche

Umberto Voltolin

La prima corsa di automobili italiana è considerata la Arona-Stresa-Arona del 1897. Due anni prima era stata preceduta da una manifestazione piuttosto ampia in Piemonte dedicata alle automobili, la Torino-Asti-Torino. Mentre a est la nuova borghesia industriale ha dato il via alle danze nel 1899 con la Prova Resistenza per Veicoli Automobili Province Venete, vinta da Ettore Bugatti e riproposta per altri due anni. La seconda volta ha trionfato un certo Vincenzo Lancia…

 

Dopo il successo della prima Prova Resistenza per Veicoli Automobili Province Venete del 1899, prima corsa della storia svoltasi interamente nel territorio regionale, l’Unione Automobilistica Veneta, presieduta dal commendator Alberto Rignano, ripropone l’anno successivo la seconda edizione della gara, con diverse novità. Cambia innanzitutto il percorso che, rispetto a quello dell’anno precedente, è stato allungato a 220 chilometri. E vengono previsti tre tracciati con differenti competizioni. La prima, di 105 km, tocca in ordine Padova, Mirano, Mestre, Treviso e Castelfranco Veneto. La seconda, di 220 km, prevede il proseguimento dopo il primo tragitto di altri 115 km sul percorso Padova-Cittadella-Rossano-Rosà-Bassano-Marostica-Mason-Breganze-Sarcedo-Thiene-Villaverla-Caltrano-Motta-Vicenza-Torri di Quartesolo-Grisignano di Zocco-Padova. La terza, di 55 km, è riservata invece alle sole motociclette e va da Padova a Mirano, San Giorgio delle Pertiche e poi di nuovo a Padova.

 

La Riunione Automobilistica di Padova. L’attesa è alta, si avvicina il giorno della corsa delle “macchine mostro”, come sono chiamati i tricicli che arrivano alla velocità all’epoca sbalorditiva di 60 km all’ora. Intanto inizia la Riunione automobilistica di Padova, una manifestazione complessa, che prevede diversi eventi. Si inizia con il Congresso degli Automobilisti, dove vengono discusse pratiche questioni di regolamenti e tariffe – come la richiesta al Governo di ridurre le tasse sulla benzina. Viene poi approvata l’idea di una carovana italiana che, realizzando giri per il Paese alla velocità di 25-30 km all’ora, dimostri che le vetture automobili possano circolare liberamente. Viene deciso anche il percorso da Torino a Milano attraverso Roma, che è in pratica il seme del famoso Giro d’Italia del 1901. Prima della corsa è in programma la Fiera Automobilistica, con l’esposizione delle vetture partecipanti e di altri mezzi proposti dai commercianti: ormai nel Nord d’Italia l’automobile comincia da avere una concreta diffusione, seppure di nicchia. Il cronista de La Provincia di Padova giunge alla mostra sulla vetturetta Menon di Roncade, in provincia di Treviso (v. foto), della quale, scrive, “potemmo per via apprezzare i non comuni pregi”. Grande stupore viene anche suscitato dalla magnifica Panhard del commendator Coltelletti, partito da Genova il lunedì mattina e arrivato a Padova alle 19 del giorno stesso “fresco come una rosa”.

 

Il motore Carcano, che equipaggia tutte le motociclette. In apertura, il cronometrista saluta con il cappello le due graziose signore dell’equipaggio durante una delle gare della Riunione di Padova 1900

 

Una nota di colore. Ieri come oggi, a quanto pare, i finti partenti, i millantanti di fortune motoristiche e gli invidiosi dello start esistevano. O almeno così si deduce scorrendo le note del cronista: “Osservammo qualche raro individuo della specie degli pseudo chauffeur, specie fiorita recentemente. Lo pseudo-chauffeur si distingue facilmente: egli porta un gran berrettone alla russa prudentemente calato sugli occhi e arrischia ogni tanto dei sorrisetti compiacenti e cortigiani agli chauffeur-originali. Ogni tanto lascia intendere ai più sconosciuti che la sua macchina (forse quella del caffè) ha sofferto un guasto nell’accensione e per questo non è presente”. Ma torniamo al programma della Riunione, con la Piazza del Prato a Padova che diviene anche, per l’occasione, lo scenario di alcuni giochi automobilistici. In uno di questi, una porta compare all’improvviso con i driver che devono arrestare le vetture tra la porta stessa e una linea rossa a 10 metri. Ci sono anche una giostra con otto anelli da staccare in un solo giro, un palo con una campana da suonare al passaggio e un altro con una bandiera da portare al traguardo. Al termine, è prevista la sfilata dei fiori con i veicoli in gara pieni di addobbi.

 

L’elenco dei fortunati intrepidi. La gara vera e propria, la Prova di Resistenza, ha visto in pista – si fa per dire – la presenza di costruttori italiani pionieri dell’automobile come Marchand, Bernardi e Menon e una casa ufficiale come Fiat. Ecco la lista dei partenti:

 

 

Corsa Motociclette

Masseratti Carlo di Milano su Bicicletta con motore Carcano

Iris di Milano su Bicicletta con motore Carcano

Mangiapan Giorgio di Milano su Bicicletta con motore Carcano

Polli E. di Milano su Bicicletta con motore Carcano

 

 

Prova Resistenza per Veicoli Automobili Province Venete

 

Tricicli

Guggiari Giovita di Brescia su triciclo Prinetti Stucchi 4 hp

Gaste’ Luigi di Parigi su triciclo Perfecta Soncin 4½ hp

De Lazzara conte Francesco di Padova su triciclo Perfecta 2¼ hp

Laureati Giulio di Padova su triciclo De Dion – Bianchi 2¼ hp

Stracca Decio su triciclo Prinetti Stucchi 2¼ hp

Gulinelli conte Giacomo di Ferrara su triciclo De Dion 2¼ hp

 

Quadricicli

Monti barone Camillo di Brescia su quadriciclo Prinetti Stucchi 4 ½ hp

Bugatti Ettore di Milano su quadriciclo Prinetti Stucchi 4 hp

Saggiotti F. di Brescia su quadriciclo Prinetti Stucchi

Merli E. di Venezia su quadriciclo De Dion Bouton 4 hp

 

Vetturette

Menon Carlo di Roncade su vetturetta Menon 2 ¼ hp

Padovani Cesare di Milano su vetturetta Prinetti Stucchi 4 hp

Castelfranco Ing. Emilio di Modena su vetturetta Marchand 3 ¾ hp

Soc. Bernardi di Padova su vetturetta Bernardi 1 ½ hp (Bernardi Lauro)

Soc. Bernardi di Padova su vetturetta Bernardi 1 ½ hp (Bernardi )

Soc. Bernardi di Padova su vetturetta Bernardi 1 ½ hp (Corinaldi Edoardo)

 

Vetture sino a 400 kg

Carnera Francesco di Milano su vettura Panhard 6 hp

Ricordi Giuseppe di Milano su vettura Benz Ricordi 4 ½ hp (Ricordi Giuseppe)

Ricordi Giuseppe di Milano su vettura Benz originale 14 hp (Ricordi Massimo)

Soc. Bernardi di Padova su vettura Bernardi 3 ½ hp (Malanotti Carlo)

FIAT di Torino su Fiat 6 hp (Lancia Vincenzo)

FIAT di Torino su Fiat 6 hp (Nazzaro Felice)

Adami Giulio di Firenze su vettura Mors Ponsee 6 hp

 

Vetture oltre 400 kg

Coltelletti cav. Garibaldi di Genova su vettura Panhard Levassor 8 hp

Conti Marco su vettura Mors 10 hp (fuori gara)

Marchand F.lli di Piacenza su vettura Marchand 10 hp

 

 

Inizia l’avventura. I premi previsti nelle varie categorie della Prova consistono in denaro e medaglie d’oro fino al quarto classificato. Mentre una coppa speciale viene offerta dal giornale L’Automobile per le vetture di fabbrica italiana. Il bel tempo, la buona condizione delle strade e l’elevato impegno dell’organizzazione fanno presagire un’ottima riuscita dell’evento. Le automobili partono ogni minuto e sono previsti otto punti di sosta e controlli a timbro: a Mirano, Mestre, Treviso, Castelfranco, Padova, Bassano, Thiene e Vicenza. Partono per prime le motociclette, tutte dotate di motore Carcano. Solo tre vedranno il traguardo a Padova, dopo 55 km. Vince su tutti Masseratti, seguito a tre minuti da Iris e Polli. Da segnalare peraltro a plauso del risultato finale che il Masseratti aveva anche sbagliato strada, allungando il percorso di diversi km. Segue subito dopo la partenza della Corsa di Resistenza. Sin dai primi punti di controllo, emerge uno scatenato Gastè sul triciclo Perfecta Soncin. Ecco la descrizione del cronista, dopo una lunga attesa per il primo concorrente in arrivo: “Finalmente viene la prima. Sono le 10.51. La precede di 2-3 km un interrotto petardare. Finalmente ecco una nube di polvere ed ecco lo strumento: un triciclo armato di certo motore che spara tratto tratto delle trombette, udibili ripetiamo, a qualche km di distanza”. A Treviso Gastè è il primo a passare con un netto vantaggio su Ettore Bugatti con il quadriciclo Prinetti e Stracca con un altro triciclo della stessa marca.

 

La vetturetta Menon protagonista della gara

 

In tanti alla meta, futuri assi del volante compresi. A Bassano, Gastè è sempre primo con un vantaggio crescente sul secondo Stracca, che è riuscito a passare Bugatti. Intanto si mettono in evidenza le nuove Fiat con Vincenzo Lancia e Felice Nazzaro rispettivamente quarto e sesto in classifica. A Vicenza Gastè passa sempre per primo ma si ferma, perché il mezzo è scombussolato. Bugatti prima sbaglia strada, poi giunge al controllo con soli tre minuti di distacco da Gastè. Intanto Stracca passa nuovamente al terzo posto. Nonostante il lungo percorso, i danni alle vetture sembrano limitati. Tra questi va ricordato il grippaggio del motore della poderosa Panhard di Carnera alle porte di Vicenza e l’improvvisa rottura di un mozzo ruota del quadriciclo De Dion di Merli a Mussolente. In totale, solo otto equipaggi non arrivano al traguardo a riprova della buona efficienza già raggiunta da questi mezzi ancora ai primordi. A Padova i concorrenti fanno un ingresso trionfale, accolti da una folla di spettatori. Ecco la classifica generale in base ai tempi e alle medie chilometriche realizzate.

 

1° Lancia su Fiat media 47,272 km/h

2° Coltelletti su Panhard media 46,320 km/h

3° Gastè su Perfecta media 45,804

4° Nazzaro su Fiat

5° Bugatti su Prinetti

6° Stracca su Prinetti

7° Gulinelli su De Dion

8° Lazzara su Perfecta

9° Maseratti su Moto Carcano

10° Laureati su De Dion

11° Ricordi su Benz

See Also

12° Carcano su moto Carcano

13° Ricordi su Benz

14° Adami su Mors

15° Monti su Prinetti

16° Padovani su Prinetti

17° Bernardi su Bernardi

18° Menon su Menon

19° Bernardi su Bernardi

 

Squalificati eccellenti. In realtà una stretta interpretazione del Regolamento falsa del tutto la classifica, portando alla squalifica di dieci concorrenti che occupano peraltro i primi posti. Il problema è sorto con il superamento della rampa di Mason in direzione di Breganze. Molti driver non erano riusciti a superare la salita ed erano scesi dalle vetture riducendone il carico di peso: è questo motivo di squalifica in base al Regolamento e vi sono incappati in tanti, ovvero Lancia, Gastè, Nazzaro, Bugatti, Stracca, Gulinelli, Lazzara, Laureati, Monti e Menon. Con grandi critiche, l’organizzazione dopo lunghe discussioni ha attribuito i premi ai concorrenti rimasti. La stampa, tuttavia, ha evidenziato la vittoria morale dei concorrenti squalificati. Viene disputata anche una Corsa Lumaca che premia i concorrenti più lenti a percorrere un tratto di 40 metri. Mentre il giorno successivo, sul percorso rettilineo di 10 km Padova-Bovolenta, si volge una corsa internazionale di velocità. La strada viene definita in parte ottima e in parte buona, pertanto ideale a questo tipo di competizione a cui prendono parte una ventina di iscritti.

 

La pubblicità dei tricicli Perfecta con motore Soncin sulla rivista L’Automobile del 1 novembre 1900

 

Prova di Resistenza per Veicoli Automobili Province Venete 1900, ultimo atto. Ancora una volta vale la pena seguire le parole del giornalista locale: “Con 21 concorrenti si diede l’altro giorno la partenza per la corsa di velocità di 10 km sulla strada di Bovolenta altro evento incluso nella Riunione di Padova. Il record fu vinto da Gastè, che coprì il percorso in 8 minuti e 2 secondi. La velocità del vincitore del record fu impressionantissima, spaventosa: più che una corsa fu una vertigine sbalorditiva. Il triciclo Perfecta, spinto dalla potenza enorme del motore Soncin (4,5 CV), filava rigido, dritto, sicuro, guidato da mano intelligente. Il pubblico, più che entusiasta fu attonito. Nessuno riconosceva nel vincitore di ieri il concorrente-lumaca fischiato nelle prove del concorso in Prato della Valle. In questa prova fu battuto dal Gastè di 28 secondi il record mondiale dei 10 km (record di Beconnais: 8′ 30”). Il Gastè aveva avuto due incidenti: prima un guasto presto riparato; poi, poco prima della partenza, il triciclo lasciato solo in mezzo alla strada, in causa della curva a schiena di cavallo, si mise da sé in marcia, precipitando dritto dritto nel profondo fossato laterale, entro oltre ad un mezzo metro d’acqua. In due minuti il signor Gastè, coadiuvato da volenterosi aveva levato il triciclo ribelle dal fossato senza guasto alcuno”.

 

La classifica finale, dopo vari colpi di scena, della gara di 10 km sulla Strada di Bovolenta:

1° Gastè su triciclo Perfecta Soncin 4½ hp

2° Bugatti su quadriciclo Prinetti Stucchi 4 hp

3° Lancia su vettura FIAT 6 hp

4° Monti su triciclo Phenix Soncin 4 hp

5° Gulinelli su triciclo Prinetti Stucchi 3 hp

6° Masseratti su motocicletta Carcano 1¼ hp

7° Ricordi M. su vettura Benz originale 14 hp

8° Adami su vettura Mors Ponsee 6 hp

9° Ricordi G. su vettura Benz Ricordi 4½ hp

10° Coltelletti su vettura Panhard 8 hp

11° Bonardi su quadriciclo De Dion Bianchi 3¼ hp

12° Laureati su triciclo De Dion Bianchi 2¼ hp

13° Carcano su motocicletta Carcano ¾ hp

14° Isotta su vetturetta Renault 3 hp

15° Monti su quadriciclo Prinetti Stucchi 4½ hp

16° Menon su vetturetta Menon Rebus 3½ hp

17° Nemo su vetturetta Phenix 3 hp

18° Ginori su vetturetta De Dion Bouton 3½ hp

19° Laporte su vettura Marchand 10 hp

 

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