Lancia Lambda, un secolo fa la rivoluzione

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Un super raduno internazionale di sei giorni a Torino e una mostra al Museo Nazionale dell’Automobile celebrano il centenario di uno dei modelli più significativi dell’intera storia dell’automobile. Quando? A partire dal 1 settembre, a 100 anni esatti dalla messa in strada del primo esemplare

 

Nel 1921 Vincenzo Lancia aveva creato già da tempo un marchio sinonimo di qualità. Dal 1908 aveva realizzato la 18/24 HP Alpha, la 12HP Zeta (1912), la 35 HP Theta (1913), la Kappa (1919), la Dikappa (1921) e la Trikappa (1922). Ma è stato con la Lambda che si è costruito la reputazione di costruttore all’avanguardia a livello internazionale. È questo il modello rivoluzionario in cui le sue conoscenze, frutto di anni di passione e di sperimentazioni, sono confluite portando sul mercato innovazioni che hanno cambiato il mondo dell’automobile. Per la prima volta veniva prodotta un’auto con fusione tra carrozzeria e telaio, vale a dire con scocca portante, che rendeva la vettura più resistente e allo stesso tempo più leggera. Ma non solo: la Lambda aveva anche un motore a 4 cilindri a V con angolo a 13 gradi, molto stretto, che consentiva una struttura del veicolo compatta e poco pesante. Altro passo avanti, l’avantreno a ruote indipendenti, per una maggiore sicurezza. Fra i punti forti c’era anche una maneggevolezza di guida fino ad allora sconosciuta, merito del peso con distribuzione ottimale sui due assali e anche del notevole raggio di sterzata. Sulle strade tortuose la Lambda era un’automobile da turismo irraggiungibile anche da auto di potenza e velocità superiori.

 

 

Un esemplare Faux Cabriolet carrozzato Touring per Sua Maestà il principe Omar Halim nel 1927

 

Una Lambda Spider VIII serie Stabilimenti Farina del 1928

 

La Lambda del patron. L’auto venne presentata al pubblico nella versione definitiva ai saloni di Parigi e di Londra nell’autunno del 1922. E, visto che la prima messa in strada è avvenuta sulla via del Moncenisio, pista di collaudo per antonomasia delle Case torinesi dell’epoca, è proprio da lì che passerà il 1 settembre il corteo del raduno organizzato dal Registro Italiano Lancia Lambda (31 agosto – 5 settembre); senza dimenticare di tornare davanti al luogo dove era il reparto Esperienze della Casa, in via Salbertrand. Mentre una selezione di dieci esemplari saranno esposti al Mauto da sabato 4 settembre, compresa una Lambda che è stata di Vincenzo Lancia (v.foto). La mostra sarà aperta tutti i giorni, per informazioni: www.museoauto.com.

 

Grande successo commerciale. Le consegne della Lambda iniziarono nel corso del 1923. Ne furono vendute, per tutto il decennio di produzione, ben 12.998 esemplari, suddivisi in nove serie. Eccone le caratteristiche:

Dalla I alla IV serie, anni 1923 – 1925: motore tipo 67; alesaggio 75; corsa 120; cilindrata cc. 2120; potenza CV 49 a 3250 giri/min.; cambio a tre marce; peso Kg 1.000; velocità 115 Km/h.

V serie, anno 1925: stesso motore tipo 67; si introduce il cambio a quattro marce. Fino a questa serie la scocca è denominata “tipo 214”, nell’unica versione “torpedo” con possibilità di acquistare come optional un “ballon” per trasformarla in vettura chiusa. Passo mm. 3100; carreggiata anteriore mm. 1330, posteriore mm. 1360. Peso Kg. 1.150. Fu presentata anche una V serie denominata “coloniale”, con carreggiate, parafanghi e predelle allargati di mm. 90.

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VI serie, anno 1925: utilizza la scocca denominata “tipo 216”, con passo aumentato a mm. 3.420 che consente di montare, su richiesta, strapuntini per altri due posti; irrobustimento della struttura con peso aumentato a circa Kg. 1.250; aumentato il diametro dei tamburi freni per mantenere un’ottima frenata anche con maggior peso. Sulla VI serie venne allestito anche l’autotelaio denominato “tipo 217”, sul quale la casa costruì la berlina tipo Weymann.

La Lancia Lambda di Vincenzo Lancia, di proprietà del Mauto

 

VII serie, giugno 1926: nuovo motore denominato “tipo 78”; alesaggio 78; corsa 120; cilindrata cc. 2370; potenza CV 59 a 3500 giri/min. Carrozzeria Torpedo allestita su quattro scocche: corta con tipo 218 e 219, lunga con tipo 216 e 217. Velocità 120 Km/h.

VIII serie, aprile 1928: motore denominato “tipo 79”; alesaggio 82,55; corsa 120; cilindrata cc. 2570; potenza CV 69 a 3600 giri/min.  Carrozzeria Torpedo allestita su quattro scocche: corta con tipo 221 e 223, lunga con tipo 222 e 224.  Carrozzeria berlina Weymann allestita su due scocche: corta con tipo 225, lunga con tipo 226. Possibilità di guida a sinistra. Pesi: da Kg. 1.200 per la torpedo corta a Kg. 1.450 per la berlina lunga. Velocità 125 Km/h.

IX serie, gennaio 1931: praticamente uguale alla VIII serie. Nel motore l’accensione a bobina sostituisce il magnete; qualche esemplare è fornito di pompa elettrica, carburante al posto dell’alimentatore a depressione. Non è più presente la guida a sinistra e il cruscotto è semplificato per l’assenza del contagiri, montato solo nella VIII serie.

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Una Lambda del 1929 nata chiusa e convertita successivamente in Torpedo
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