Tutte le auto dei carabinieri

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Ci riportano alla memoria i fatti di cronaca che hanno segnato la storia del Paese e mandano in visibilio gli stranieri per il loro aspetto tipicamente italiano. Sono le “gazzelle” storiche dei carabinieri, ora riunite dal G.A.S.A.P. di Pastrengo

 

Preservare il patrimonio motoristico dell’Arma e valorizzare l’importante ruolo che i veicoli a motore hanno avuto per i carabinieri a partire dagli anni Trenta. È con questo intento che, all’interno dell’Associazione Nazionale Carabinieri della sezione di Pastrengo (Verona), è stato creato nel 2013 il G.A.S.A.P. – Gruppo Automoto Storiche dell’Arma Pastrengo. Con la direzione del presidente di sezione appuntato Luca Gaiardelli e del delegato onorario Giuseppe Thellung di Courtelary, il gruppo ha saputo confermare serietà e impegno nel tempo, e sempre più lo si vede protagonista con le proprie vetture a cerimonie ufficiali dell’Istituzione, a fiere di motorismo storico, a mostre e iniziative benefiche in tutto il territorio nazionale.

 

 

In totale, il gruppo dispone di 20 automezzi, dei quali la più “anziana” è una Fiat 508 C (Balilla Quattro Marce) del 1935. Ogni vettura rappresenta un proprio settore di attività, rapportato al periodo di utilizzo. Va detto però che, per forza di cose, non tutte sono originali: per alcuni modelli si è dovuto fare ricorso a una ricostruzione – con materiale originale in disuso – e a un restauro per poterle classificare come rievocative. È il caso dell’Alfa Romeo Giulia Berlina in dotazione al Nucleo Radiomobile, che è stata realizzata nel 1972. Nell’Arma l’Alfa Romeo Giulia debuttò dieci anni prima nella versione Giulia Berlina 1600 TI con livrea verde opaco kaki; tra i casi più eclatanti che hanno visto coinvolto il modello, in molti ricordano l’arresto di Pietro Cavallero, mente della banda che negli anni Sessanta mise a segno una sequenza impressionante di rapine in banca tra Milano e Torino. A bordo di una Giulia dei carabinieri, il bandito venne trasportato dal novarese verso il carcere di San Vittore in una mattina del 1967, tra brusche accelerate e l’urlo della cosiddetta “Marellona”, la sirena a fischio della Magneti-Marelli che chiedeva strada nelle vie del capoluogo lombardo. È un modello, l’Alfa Romeo Giulia, che compare anche nelle campagne pubblicitarie storiche dell’Arma. E chi non se la ricorda nei film polizieschi degli anni Settanta? Nel 1965 entrò poi in servizio la Giulia 1600 Super con livrea verde opaco, una tinta che, nel 1969, divenne verde felce lucido. Dall’inizio del 1972 questa tinta fu sostituita dalla livrea blu con tetto bianco sulla quale apparve la scritta “carabinieri” in maiuscolo, a caratteri bianchi, lungo le fiancate. Alcuni esemplari della Giulia restarono in servizio fino ai primi Anni Ottanta e divennero l’emblema del Nucleo Radiomobile, in seguito sostituiti dalle Alfetta. Nell’Arma le Giulia hanno anche svolto servizi di scorta, di copertura (auto civetta) e altri compiti d’istituto, adottando i colori della produzione di serie.

 

 

Alfa Romeo Alfetta. È stata una vettura di grande successo nell’Arma dei carabinieri. Dal 1972 sostituì gradatamente la Giulia e fu la vettura del Nucleo Radiomobile fino alla metà degli anni Ottanta. Quattro le serie che vennero impiegate, sempre con motorizzazione 1.8 (1779 cc.) a benzina. Era l’auto delle grandi perlustrazioni di Roma e Milano. L’esemplare presente nel gruppo è una ricostruzione rievocativa del 1975 della versione con livrea bianca per servizi di scorta. Per le scorte ai magistrati e alle personalità erano invece maggiormente impiegate le motorizzazioni 2000cc da 130 CV con vetri blindati. Il giudice Giovanni Falcone, durante i suoi spostamenti per le vie palermitane, le ha utilizzate tutte, dalla seconda serie faro tondo alla faro quadro.

 

 

L’Alfa 90. L’Alfa Romeo Alfa 90 1.8 Berlina richiamava la linea della carrozzeria dell’Alfetta e nell’Arma prestò servizio nella versione 1.8 (1779 cc.) inizialmente nell’allestimento base. Poi fu impiegata anche la versione Super, dal 1986, sempre con motorizzazione da 1779 cc. L’esemplare del G.A.S.A.P. è una ricostruzione rievocativa del modello in dotazione al Nucleo Radiomobile dei carabinieri. Anno di fabbricazione: 1985.

 

 

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Alfa Romeo 75 1.8. Nata per festeggiare il 75esimo anno della Casa del Biscione nel 1985, nell’Arma dei carabinieri l’Alfa 75 affiancò nel servizio di Pronto Intervento le ultime Alfetta quarta serie e l’Alfa 90. Per l’Alfa 75 prima serie, la motorizzazione prevista era quella di 1779cc., utilizzata anche per la successiva versione, la 1.8 IE (1988). Il modello ebbe un notevole successo nel ruolo di “gazzella” del Nucleo Radiomobile e alcuni esemplari rimasero in servizio in determinate zone del territorio nazionale per oltre un decennio. Il G.A.S.A.P. dispone di due Alfa Romeo 75 – del 1989 e del 1990 – nella versione originale del Nucleo Radiomobile. Oltre a una ricostruzione rievocativa del 1994 con motorizzazione 1.6 nella versione “vettura di copertura” (auto civetta) con livrea bianca. Erano vetture di serie che facevano servizio nell’anti terrorismo e nell’anti droga erano dotate di un lampeggiante mobile, sirena bitonale, la radio e altre strumentazioni apposite.

 

 

Alfa Romeo 155 1.8 Twin Spark. Il G.A.S.A.P. annovera tra le sue beniamine tre Alfa Romeo 155 del 1996 e 1997 nella versione originale dei Nuclei Radiomobile. Due di loro sono peraltro dotate di computer portatile di bordo e di sistema lettura targhe Falco. In grado di individuare vetture sospette o con i documenti di circolazione non in regola, il Falco è stato l’antesignano delle dotazioni informatiche che, sempre più perfezionate nel corso degli anni, permettono oggi agli equipaggi delle “gazzelle“ di svolgere il loro lavoro con informazioni in tempo reale. C’è poi, tra le vetture di questo modello, una ricostruzione rievocativa nella versione Radiomobile del 1994. Nell’Arma dei carabinieri questa vettura fu largamente impiegata dal Nucleo Radiomobile. La livrea della 155 prevedeva lungo la linea di cintura delle fiancate la presenza della saetta di colore rosso e nella parte finale il numero “112” a caratteri bianchi.

 

La grande assente, l’Alfa Romeo 156. Uscita nel 1997, la 156 entrò in servizio nei Nuclei Radiomobile dei carabinieri fin dall’inizio della sua produzione con la novità della motorizzazione: non più 1.8 bensì la 2.0iTwin Spark 16V cat (1970cc). Ma il nuovo propulsore non fu l’unica novità della gazzella, infatti sul tetto del veicolo comparvero nuovi lampeggianti a faro rotante a luce blu incapsulati in una protezione anti rottura, la stessa protezione che fu applicata sul faro d’orientamento brandeggiante. Inoltre fu montato nella parte terminale del tetto un nuovo pannello luminoso digitale a messaggio variabile. La livrea era sempre in bianco/blu ma il logo “112”, a caratteri bianchi, venne sovrapposto alla saetta di colore rosso. L’Alfa Romeo 156 fu una delle ultime vetture a essere targata “E.I.” e una delle prime a ricevere la nuova targa “CC” a fine anno 2000, quando l’Arma divenne la Quinta Forza Armata della Repubblica Italiana. A fine anni Novanta continuarono comunque a prestare servizio un certo numero di 156 1.8i Twin Spark 16V cat. con livrea “Blu Arma” nella versione Comando, destinata agli ufficiali di grado superiore. Per le norme vigenti, questo modello non può essere inserito nel G.A.S.A.P. per due ragioni: una è che la 156 “gazzella” è dotata di parabrezza anteriore blindato e tale caratteristica comporta che a fine carriera il veicolo debba essere demolito. L’altro motivo è che l’Alfa Romeo 156 “gazzella” è ancora troppo recente per poter essere considerata storica-rievocativa.

 

Aria nuova con l’Alfa Romeo 159. Il modello entrò nell’autoparco dell’Arma già nel 2005, anno della sua presentazione, con un largo utilizzo presso i Nuclei Radiomobili. Come per la 156, di cui la 159 è naturale erede, anche per questo modello i vertici della Benemerita scelsero una nuova motorizzazione, che per le vetture del Pronto Intervento era peraltro inedita: a gasolio, 2.4 JTDm a 5 cilindri in linea, cilindrata di 2387cc. Anche l’allestimento presentava delle innovazioni: sul tetto comparivano nuovi led a luce blu e il faro brandeggiante d’orientamento era di nuove dimensioni come il numero identificativo. Anche l’Alfa Romeo159, che attualmente nella collezione del G.A.S.A.P. è un’altra assente – per le medesime ragioni della 156 sopra citate – monta il pannello luminoso a messaggio variabile. Nelle parti finali delle fiancate compaiono il logo “112” e l’intestazione del sito, a caratteri bianchi, posizionate sopra la nuova linea di saetta che termina sul cofano anteriore.

 

Il G.A.S.A.P. è inserito nelle cosiddette Specialità dell’Ispettorato Veneto A.N.C al numero 93. Il gruppo è anche presente su Facebook con una pagina sempre aggiornata sulle attività e sul fitto calendario di manifestazioni che lo vedono coinvolto.

Per approfondire l’argomento si consiglia il volume Veicoli dei Carabinieri. 200 anni di storia di Giuseppe Thellung di Courtelary e Sergio Puttini (Giorgio Nada Editore).

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