Pitturauto, un evento col sapore dell’avventura

Ecco una proposta sfiziosa, diversa, con un contenuto che sa distinguersi in modo originale nel panorama degli eventi di auto storiche italiani. E per almeno tre buoni motivi. Intanto perché si svolge in notturna, come è successo anche quest’anno, nell’ottava edizione che ha visto partecipare, sabato 30 luglio, circa 40 equipaggi. E quando si dice notte è per davvero, perché si percorrono strade extraurbane immerse nell’oscurità, nel silenzio e nella natura. Sono le vie solitarie e i tornanti di montagna dall’atmosfera fiabesca che conducono in cima al Monte Peglia, nell’Umbria più selvaggia. Non c’è illuminazione fra queste poche case sparse qua e là: molto più facile incontrare una volpe, piuttosto, o un uccello notturno. A Pitturauto lo start è poco prima del tramonto, con la luce dell’imbrunire che rende tutto ancora più suggestivo e i paesaggi, man a mano che il giorno finisce, si percepiscono con l’olfatto tra l’odore dei boschi che si attraversano e le emozioni che si susseguono, incredibili, a ricordarci da dove veniamo.

Ci si orienta con il road book, ovviamente. E si affrontano le prove, ben tre sessioni, di cui una di media con 39,5 km/h da mantenere e due di sequenziali concatenate. Perciò oltre al fascino dell’avventura, c’è anche il gusto della sfida. In un’atmosfera che sa di amicizia, di passione e goliardia ma che col buio acquista anche una dimensione più slow e intimistica. Anche la cena si consuma in un bosco: in un’ampia piazzola con lo spazio sufficiente per una schiera di tavolate e il catering. Ed è un momento spettacolare anche questo. Le auto che all’improvviso arrivano e il luogo che si anima di voci, luci e allegria, e poi si spegne di nuovo nella notte appena tutti se ne vanno ha un ché di surreale. La destinazione successiva è San Venanzo, il paese in cui ha sede il club organizzatore, il Cateu-Club Auto Moto Veicoli e Trattori d’Epoca Umbro, associato Asi. Ma si passano anche minuscoli paesini, come Rotecastello, rimasti ancora come al tempo della loro fondazione, e Fratta Todina, Collelungo, Montecastello di Vibio. Poi si rientra a Todi, da dove si era partiti subito dopo l’aperitivo e la visita guidata del centro storico. Manca ancora la torta, che arriva a suggellare l’edizione durante il rito delle premiazioni. Siamo all’atto finale, la serata si conclude alle due di notte.

Tra i premi assegnati ci sono anche quattro dipinti, fatti creare per l’occasione ai pittori Valeria Andreani e Francesco Scianna. Ed ecco un secondo tratto distintivo della manifestazione – che peraltro le dà il nome – ovvero l’abbinamento dell’amore per l’arte alla passione motoristica. Un quadro è stato anche donato al sindaco di San Venanzo, come da tradizione: tutti gli anni, al proprio passaggio, Pitturauto lascia in Comune un ricordo di sé. Altro elemento caratterizzante che rende unica la manifestazione è poi l’assenza assoluta di toni d’élite: prevalgono piuttosto l’amicizia e l’associazionismo. Eppure le auto erano di qualità, dalle italiane alle inglesi, passando per diverse tedesca. Ferrari, Fiat, Alfa Romeo, Porsche, Mercedes… i marchi automobilistici rappresentati sono stati molti, a partire da una Lancia Ardea del 1951 fino alle Youngtimer, attraversando mezzo secolo di storia. Tante anche le le loro provenienze, tra le quali Roma, Salerno, la Puglia, la Sicilia e l’Abruzzo. Da fuori regione sono arrivati anche i consiglieri federali Asi Francesco Battista e Arcangelo Conserva. E se tanti affezionati arrivano immancabili a Pitturauto da luoghi anche così lontani significa che davvero i rapporti umani più autentici qui sono ancora di casa. E fanno la differenza.

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