Cento anni di Bugatti Brescia

Laura Ferriccioli
Bugatti T13

La Type 13 è il secondo modello della Casa francese, chiamato con il nome della città lombarda dopo la vittoria al Grand Prix des Voiturettes del 1921 nel circuito di Montichiari. Al volante c’era il meccanico, collaudatore e pilota Ernest Friderich, vecchia conoscenza di Ettore Bugatti e figura chiave dell’azienda

È il primo modello Bugatti della storia a essere stato commercializzato, nonché una delle più vincenti Bugatti di tutti i tempi insieme alla Type 35 e alla Type 57. La Type 13 è entrata in produzione nel 1910 ed esattamente cento anni fa, nel 1921, ha trionfato al Grand Prix des Voiturettes vicino Brescia. Prima di lei il suo geniale inventore aveva sperimentato per una decina d’anni attraverso parecchi prototipi per de Dietrich, per Emile Mathis a Strasburgo e per la Gas Motoren Deutz di Colonia. Prototipi che aveva messo a punto grazie alle sue intuizioni e al suo talento, dopo solo un breve periodo di formazione da Prinetti & Stucchi a Milano.

Bugatti Brescia

Bugatti Type 13

Bugatti Type 13

Purosangue della meccanica. Intanto anche la prima auto che Ettore Bugatti ha disegnato in proprio, senza vincoli da parte di alcun committente, era stata venduta in cinque esemplari. Era la Type 10, molto apprezzata per il suo carattere nervoso e le elevate performance, e per questo soprannominata “Petit pure-sang” (quattro cilindri 62×100, albero a camme in testa). A quel punto la Casa di Molsheim, fondata nel 1909, era già avviata, e la Type 13, secondo modello prodotto – con i suoi quattro cilindri 65×100, 4 valvole per cilindro, albero a camme in testa (40-50 CV), 4 marce più retro e sospensioni posteriori a balestre a quarto di ellisse reovesciate –, ha conosciuto un exploit di vendita di 65 vetture. Come riportato da Pierre Dumont nel libro Bugatti. Le “Pure Sang” de Molsheim, il numero 13 indica la cilindrata del motore, di 1300 cc.

 

Bugatti Brescia
La Bugatti Type 13 Brescia celebrò il suo più grande trionfo al Gran Premio per Voiturettes a Brescia nel settembre 1921, consolidando così il suo status di imbattibile

Onorata carriera sportiva. Il nome Type 13 comprende anche le Bugatti Type 15 e 17, entrambe con passo allungato. Le carrozzerie erano spesso da turismo, come per la vettura con telaio numero #950 e motore #524, che in origine era una due posti. Tale rarità è stata esposta all’edizione 2020 della fiera Auto e Moto d’Epoca di Padova come unica star nello stand dell’Historic Club Schio e del Bugatti Club Italia. Il motivo? Il centenario del modello, certo. Ma anche l’appartenenza al territorio di Schio, in provincia di Vicenza, del penultimo proprietario di questa Bugatti, l’imprenditore Gian Luigi Saccardo che, nel 1961, in Francia, l’ha forse acquistata senza carrozzeria e l’ha restaurata montandone una da corsa: la stessa di quando la T13 ha vinto l’International Cup of Voiturettes del 1920 a Le Mans con l’immancabile pilota e tecnico francese Ernest Friderich. A quanto pare era proprio lei, questo esemplare: chiamato non a caso Bugatti Type 13 “Le Mans”.

 

Bugatti Type 13

Bugatti Type 13

Bugatti Type 13

Bugatti Type 13

Bugatti Type 13

Un pezzo di storia salvato. Nel 1988 l’imprenditore veneto ha venduto la racer, che da allora è stata restaurata altre due volte. In totale, che si conoscano, si sono avvicendati sette custodi. L’ultimo, Marcello Braccaioli, l’ha tenuta a Carpi dal 1988 ai primi anni Novanta. La Bugatti è finita poi sequestrata da una banca ed è stata in seguito acquistata smantellata in un’asta, nel 1993, dall’attuale proprietario, che l’ha fatta restaurare da Sandro Bergami. A lavori ultimati, la Type 13 ha ripreso i giri in diverse Mille Miglia: c’era, ad esempio, nell’edizione del 2004. Ed era la più anziana in assoluto.

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