L’Alfa Romeo 1900 M che voleva attraversare il Mato Grosso

Giancarlo Poli

Tra i celebri viaggi estremi della “Matta” ce n’è uno nello stato brasiliano con due esemplari di cui questo, del 1952, riprende la livrea e non solo

 

Una Matta fra le mie auto non poteva mancare: non tanto per le mie rare scorribande off-roads di quando avevo vent’anni ma di certo perché sono un appassionato del marchio e delle imprese del conte Leonardo Bonzi. “L’uomo che partiva sempre” viveva tra Milano e Crema e, tra le tante imprese ardite che portò a termine come esploratore, aviatore, sportivo e documentarista, fece anche la traversata del Mato Grosso con due Alfa Matta. È un personaggio che ho sempre apprezzato. Quattro anni fa ho chiesto dunque ad alcuni amici informazioni di Matta in vendita. Ho scelto “quella di Aulla” – un esemplare trovato nella città toscana – dato che il rapporto qualità/prezzo mi sembrava buono, e anche perché rappresentava un’ottima base per un restauro conservativo.

 

 

Poche ma buone. L’Alfa Romeo 1900 M, che l’esercito Italiano ha denominato AR 51, è stata progettata da Giuseppe Busso e assemblata in soli dieci mesi in rispetto delle tempistiche del Ministero della Difesa Italiano, che nel Dopoguerra intendeva sostituire le obsolete Jeep Willys come veicoli ricognitivi. Alfa Romeo ha infatti risposto alla sfida solo alla fine del 1950, due anni dopo la nascita della Fiat Campagnola. Che poi si è aggiudicata la commessa facendo chiudere la produzione delle 1900 M a 2.075 unità (dati: Tutto Alfa Romeo, Lorenzo Ardizio, Giorgio Nada Editore).

Prestazioni da belva. Il primo preserie del 1951, basato su una Land Rover con frontale rifatto e un bialbero Alfa Romeo 1900 da 65 CV, viene presentato a Monza in concomitanza con il GP di Formula 1, ma sarà poi il secondo prototipo, rivisto e corretto in diversi punti, ad entrare in produzione. Soprannominata “Matta” per le notevoli prestazioni in grado di offrire, l’Alfa Romeo 1900 M prevede carrozzeria Torpedo telonabile, sospensioni anteriori a ruote indipendenti con barre di torsione e posteriori a ponte rigido con balestre longitudinali. I freni sono a tamburo; il 4 cilindri in linea con cambio a 4 marce più retro, è un monoblocco in ghisa con testa smontabile in lega leggera. Prima fuoristrada del marchio, quando in strada c’è andata per gareggiare la “Matta” ha vinto subito la Mille Miglia, nel 1952, nella categoria dei veicoli militari.

 

 

Cura ricostituente. L’Alfa Romeo 1900 M telaio 00598 “Matta” vede la luce il 22 ottobre 1952 ed entra a far parte dei veicoli dell’Esercito Italiano il 30 dello stesso mese. Destinazione: Torino, Ufficio Autonomo Approvvigionamenti Reparti Eserciti. Finito il servizio militare, viene reimmatricolata come mezzo civile, il 14 giugno 1972, e poi intestata a una società di Milano a metà anni Novanta. Qualche anno dopo prende residenza a Castagneto Carducci, dove è impiegata tra i vigneti dei cosiddetti vini “Super Tuscany”, in una delle zone che più caratterizzano la regione. Finché, nel 2009, passa di mano a un avvocato di Sarzana che la guida per anni praticamente senza radiatore, solo in estate e in salita – con il motore che si surriscalda. Una volta sostituito il pezzo, ecco che la Matta riprende a funzionare con regolarità e, parecchio tempo dopo, il proprietario si consulta con il Registro Alfa Matta e le rifa’ motore e cambio appoggiandosi a un meccanico di Vignola.

 

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Sempre con lei. Più tardi anche la carrozzeria viene migliorata e viene montato un volante originale in sostituzione del precedente non conforme (volante del Romeo). A quel punto l’avvocato la usa regolarmente, ci va in Tribunale in giacca e cravatta, al mare con i bambini, e la fa diventare anche auto nuziale al suo matrimonio, oltre che veicolo per la vendemmia. In poche parole, se la gode come si deve. E ora, dice, gli fa piacere che sia in buone mani, le mie: dal giugno del 2017.

Sognando il Brasile. Quando l’ho comprata, la “Matta” aveva bisogno di un restauro importante di carrozzeria ma adesso è tornata in condizioni più che soddisfacenti. Oltre all’”abito” le è stata sostituita la pompa dell’acqua e revisionata la trasmissione. Anche i fanali posteriori sono stati cambiati. La discutibile livrea, in un materiale facilmente rimovibile, ricorda la Matta di Leonardo Bonzi che ha attraversato il Mato Grosso. E allora, dato che il Registro Alfa Matta annovera fra tanti esemplari storicamente importanti anche una delle due che parteciparono al raid di Bonzi, ho fatto riprodurre la decorazione per l’originale con una copia in più per la mia. Dato che mi occupo in prima persona del Registro, in collaborazione con il presidente Franco Melotti, non ho avuto difficoltà a reperire le foto storiche in archivio e ad esaminarle.

 

Com’è dura l’avventura. Neanche a dirlo, l’evento più significativo cui ho partecipato con la mia Matta è stato Con la Matta sul Serio. Omaggio a Leonardo Bonzi, che ha coinvolto un numero veramente importante di vetture sia presso l’Alfa Blue Team, il tempio del collezionismo Alfa Romeo vicino Milano, sia al museo Leonardo Bonzi di Ripalta Cremasca. Ma in totale le manifestazioni cui ho preso parte sono state tante e in diversi luoghi del Nord Italia: presso il museo Alfa Romeo di Arese, in val Taleggio, in alta valle Seriana, nella Motor Valley modenese, ecc. Tanto che, confesso, mi ci sono voluti carrello e conseguimento della patente BE: eh sì, sono entrato anch’io nell’esercito delle cosiddette “truppe carrellate”. Perché le distanze da percorrere per partecipare agli eventi implicano trasferimenti che a lungo andare possono diventare deleteri non tanto per le auto, ma per la schiena di chi le guida…

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Foto: Massimo Galli

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