Alfa Romeo 6C 2500 SS Ghia Supergioiello, una sola è con telaio Gilco

Laura Ferriccioli
Alfa Romeo 6C 2500 SS

È l’Alfa Romeo 6C 2500 SS Supergioiello più esclusiva, l’esemplare unico della carrozzeria Ghia con telaio Gilco

In totale le Alfa Romeo 6C 2500 SS prodotte con carrozzeria Ghia Supergioiello sono quattro, ma mentre gli altri tre esemplari sono stati costruiti su chassis standard Alfa Romeo anteguerra, questa stupenda one-off, del 1951, è stata ordinata da Sirca, la ditta che rappresentava la Ghia in Lombardia, con la richiesta di far realizzare il telaio al celebre progettista milanese Gilberto Colombo (Gilco), che all’epoca firmava già le anime delle Ferrari da corsa.

Sul palcoscenico di Villa d’Este. Poco si sa dell’esemplare fino al 1959, anno in cui risulta immatricolato nel Regno Unito il 7 agosto. Nel 1961, dopo vari passaggi di mano, compare in vendita su un giornale al prezzo di 895 sterline. Rimane poi nella stessa famiglia dal 1971 al 1995 prima di essere acquistata in Austria, dove viene restaurata completamente. Due anni dopo eccola sul palcoscenico del Concorso d’Eleganza di Villa d’Este, a Cernobbio, dove torna nel 2007 – dopo aver preso residenza in California – guadagnando una seconda posizione assoluta e la vittoria di classe.

1951 Alfa Romeo 6C 2500 SS by Ghia Supergioiello
1951 Alfa Romeo 6C 2500 SS by Ghia Supergioiello

Alla corte di Enrico VIII. Lo scorso settembre La 6C 2500 SS Ghia Supergioiello con telaio Gilco è tornata a cavalcare le scene dei più importanti concorsi d’eleganza internazionali, stavolta sotto i riflettori ultra blasonati del Concours of Elegance. Patrocinato da Sua Altezza Reale il principe Michael del Kent, il contest si svolge negli storici giardini di Hampton Court Palace, il palazzo del re Enrico VIII a sud di Londra, e presenta ogni anno una settantina di rarità da capogiro. Il parterre non è mai di concorrenti ma sempre di vincitrici, dato che tutte le partecipanti sono vittoriose già per il solo fatto di essere invitate.

Meccanica raffinata. Le Supergioiello presentano una formula di design unica per il frontale, dove anche la griglia è diversa da qualsiasi altra 6C 2500 SS. Sul cofano le prese d’aria sono sottili, mentre le fiancate, con passaruota pronunciati, sono impreziosite da fori a tripla porta e maniglie a incasso. Il motore 6 cilindri in linea raffreddato ad acqua e con carter a secco, che già aveva avuto una rispettabile storia sportiva prima della Seconda Guerra Mondiale, era stato in parte utilizzato anche per veicoli militari dell’Alfa Romeo. In seguito ha spinto diverse 6C 2500 lungo la Mille Miglia e la Targa Florio, vinta nel 1950 da Franco e Mario Bornigia su un esemplare della serie. Tra le specifiche tecniche principali della versione Super Sport, la trasmissione con due alberi ruotanti su quattro supporti ricavati nella testa (due valvole in testa per cilindro), tre carburatori orizzontali monocorpo, sospensioni anteriori e posteriori indipendenti.

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Il telaio realizzato da Gilco (Photo courtesy of Trafiltubi)
Telaio Gilco
Il telaio realizzato da Gilco (Photo courtesy of Trafiltubi)

Nascita di una regina. Alla vigilia del conflitto mondiale l’Alfa Romeo aveva già all’attivo un gran numero di gloriose auto da corsa, passione viscerale della Casa. Non dovevano essere solo potenti, però: il regime fascista le voleva anche belle e imponenti. Tanto più che l’Alfa era un’azienda statale. Ed ecco allora che le più prestanti configurazioni di telai e motori sono state abbinate a carrozzerie meravigliose in capolavori come, appunto, la berlina 6C 2500, dalla quale sono derivati i coupé. Messa in vendita dal 1939, la berlina era un’evoluzione della 6C 2300 B con cilindrata ampliata (di 2443cc) e una migliore alimentazione. Il prezzo, neanche a dirlo, era sontuoso anche lui, riservato alle tasche più esclusive.

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